C'ERAVAMO TANTO AMATI

Tosi e Fontana
separati in casa

24/01/2018 09:11

C'eravamo tanto amati. Ieri. Oggi non più. Perché il potere logora, non solo chi non ce l'ha. Il potere logora i rapporti umani più stretti e i sodalizi (apparentemente) indistruttibili. Flavio Tosi - ieri sindaco - e Lorenzo Fontana, oggi vicesindaco, non si parlano più. Da anni. Da quel 7 dicembre 2013 che incoronò Matteo Salvini segretario della Lega Nord. Ma il rapporto tra i due si era già incrinato nel 2012. Il casus belli? L'avvicinamento di Fontana proprio a Salvini, suo co-inquilino a Bruxelles e in quel momento non ancora leader ma “solo” vicesegretario (con Tosi) del Carroccio di Maroni. Un "tradimento" per Tosi, che considerava Fontana il suo delfino. Delfino che nel 2009, all'apice del consenso popolare, aveva “mandato” all'europarlamento con quasi 52 mila preferenze. Un cambio di direzione a cui Fontana ha sempre dato una spiegazione prettamente politica: il nuovo percorso più moderato e liberale di Tosi che, in quanto identitario, non poteva condividere. Tradotto: è lui che è cambiato, non io.

Ma siccome la politica è un gioco complesso di apparenze ed equilibri fragili, Tosi e Fontana hanno finto di andare ancora d'accordo fino al maggio del 2014, elezioni europee. Entrambi candidati nello stesso collegio per lo stesso partito, la Lega. Addirittura in ticket. Questo pretendeva allora la ragion di Stato (ergo del Carroccio). Fu eletto Tosi, che però (come annunciato) si sarebbe dimesso due mesi più tardi, “ripescando” di fatto Fontana per un secondo mandato. Vicenda che Tosi ha ricordato più volte, l'ultima su L'Arena in cui attacca frontalmente Fontana. Il quale, a sua volta, non gliele mandò a dire nella primavera 2015, attraverso il Gazzettino. Erano i giorni caldi in cui Salvini si accingeva a espellere Tosi dalla Lega e Fontana ci mise il carico dicendo apertamente che Tosi andava allontanato.

Ora, nell'eterno gioco dei ritorni, i fratelli coltelli si ritrovano di nuovo sotto lo stesso tetto (la coalizione di centrodestra), ma da separati in casa. E con tutta probabilità il 4 marzo chiuderanno il cerchio di un rapporto infinito e tormentato sfidandosi apertamente nel listino proporzionale (dove non esistono coalizioni e ogni partito va per conto suo) di Verona: Fontana capolista della Lega, Tosi di Noi con l'Italia.

Ma presumibilmente sarà l'ultimo round, perché i due – dai profili politici opposti, Tosi uomo di territorio e preferenze, Fontana uomo di apparato di un grande partito e di relazioni dietro le quinte – dopo le elezioni, pur ritrovandosi entrambi in parlamento, prenderanno strade parallele. Tosi ripartirà dalla politica romana (con cui ha già frequentazioni ai vertici) per rilanciarsi a Verona, in vista delle amministrative del 2022. Fontana, protagonista in questi anni di una veloce ascesa politica (è il numero due di Salvini), ambisce al definitivo salto di qualità: imporsi a livello nazionale.

Francesco Barana


 
  • Alberto

    il 24/01/2018 alle 09:54 “...”
    sono solo “careghe”. Dei veri problemi non frega una mazza a nessuno di questi soggetti!
     
INFORMAZIONE SULL'UTILIZZO DEI COOKIE PER QUESTO SITO. L'utilizzo dei cookies è finalizzato a rendere migliore l'esperienza di navigazione sul nostro sito. Se continui senza cambiare le tue impostazioni, accetterai di ricevere i cookies dal sito che stai visitando. In ogni momento potrai cambiare le tue impostazioni relative ai cookies: in caso le impostazioni venissero modificate, non garantiamo il corretto funzionamento del nostro sito. Alcune funzioni del sito potrebbero essere perse, non riuscendo più a visitare alcuni siti web. Per saperne di più, leggi l'informativa completa qui
ACCETTA