UNA FESTA SENZA SIGNIFICATO

La voragine è...
il carnevale

10/02/2018 16:32

Ci hanno rubato pure il carnevale. Da tanti, troppi anni ormai. In origine e fino al Medioevo la festa celebrava il cosiddetto “mondo alla rovescia”: Mondo dove il valore delle gerarchie sociali e politiche veniva temporaneamente abbandonato e sovvertito: il povero canzonava il ricco, il debole sbeffeggiava il potente, il servo diventava padrone, gli schiavi erano liberi e potevano banchettare, alle classi subalterne era permesso di vestirsi come i nobili e i borghesi.

Attenzione, nessuna rivoluzione, il temporaneo ribaltamento dei ruoli era perfettamente studiato e pilotato dallo stesso sistema di potere, consapevole della necessità di dare una valvola di sfogo alle tensioni represse nel resto dell'anno. Paradossalmente il carnevale era un po' una foglia di fico del potere, funzionale proprio allo status quo, onde evitare che i rancori per le ingiustizie potessero dare vita a ribellioni, o addirittura a rivoluzioni dell'ordine sociale. Dunque il carnevale era una finta concessione, un rovesciamento teatrale dello status quo. Una rivisitazione del latino panem et circense.

Ma oggi non è più neppure quello. Oggi non si fa più nemmeno finta, il potere non rinuncia a essere tale neppure a carnevale. Anzi, rilancia. Oggi non ci sono nemmeno rimasti i buffoni di corte. I cortigiani sono seri e riverenti anche a carnevale. Festa ormai ridotta da molti lustri a sfilata di carri e di... politici locali. I potenti stringono mani, sorridono paternalisticamente alla plebe, si mettono in posa e vengono fotografati, omaggiati e celebrati. Il carnevale serve ad alimentare il loro feudo elettorale.

Lo sberleffo si è perso, il popolo va solo a rimorchio, titubante e prono. C'è una voragine tra l'alto e il basso, tra popolo e potere. La tradizione si è smarrita. La si nomina e la si invoca a parole, perché nei fatti è stata abbandonata. C'è una voragine tra il presente e il passato. E il karma, paradossale e beffardo, ha voluto che una voragine vera, fuor di metafora, si sia aperta in Corso Porta Nuova proprio il giorno del venerdì gnocolar. La vendetta parossistica e spietata. Per fortuna senza conseguenze, perciò se ne può anche scherzare. E' il medioevo, in tutti i sensi. Anzi no, peggio. Almeno là facevano finta.

Francesco Barana


 
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